Ecco cosa facciamo durante le tre settimane di chiusura per manutenzione straordinaria e perché è necessario
Ogni anno, durante l’estate, le luci si spengono per qualche settimana e la grande macchina di HZERO si ferma. Ma solo in apparenza. Dietro le quinte del museo, infatti, inizia un lavoro meticoloso, invisibile ma fondamentale: quello della manutenzione straordinaria del nostro plastico. In queste tre settimane, il team specializzato interviene con operazioni delicate e complesse che garantiscono il funzionamento perfetto del sistema e la qualità dell’esperienza per tutti i visitatori.
In questo articolo vi portiamo a scoprire, passo dopo passo, cosa succede quando il museo chiude le porte al pubblico, ma si apre il cantiere silenzioso della cura e della precisione.
Una delle prime cose è sicuramente il montaggio del trabattello, un’impalcatura tubolare mobile su ruote con due torri e un ponte, che è stata costruita su misura per noi, su un progetto elaborato in base alla conformazione della sala del plastico. È possibile, infatti, variare la sua altezza fino a 3,40 metri e la sua lunghezza fino a 8,25 metri, così da consentirci di raggiungere qualsiasi punto del plastico. Il nostro capo manutentore Luca ha seguito un corso ad hoc per imparare a montarlo (e smontarlo) in sicurezza e adattarlo via via agli interventi di pulizia e manutenzione previsti. Nella fase iniziale, utilizziamo prevalentemente le torri per pulire dall’esterno, mentre successivamente viene montato il ponte per consentire ai manutentori di pulire dall’alto le zone più interne del paesaggio.

Nel frattempo è necessario “preparare” il plastico alle fasi successive: vengono tolti tutti i treni e portati al piano superiore dove inizierà la fase di controllo, pulizia e manutenzione e vengono aperte anche tutte le botole, così che tutti i passaggi e gli accessi al plastico siano facili e veloci per il nostro staff. Poi l’intero plastico viene ricoperto da enormi teli per proteggerlo dalla polvere del soffitto. Infatti la pulizia viene effettuata a partire proprio dal soffitto e dalle travi su cui sono installate le luci e i videoproiettori che consentono l’esperienza immersiva di HZERO con le illustrazioni animate sulle pareti.
A questo punto, in contemporanea, i compiti vengono divisi tra i nostri manutentori: c’è chi si occupa in officina della pulizia delle carrozze e delle locomotive che vengono disassemblate, puliti gli ingranaggi con diversi solventi, sostituiti i componenti usurati dove necessario, e poi c’è chi si occupa, invece, della pulizia dei binari con l’utilizzo di apposite gomme.
Nel frattempo si procede con una delle attività più complesse ed invasive di questa manutenzione: la sostituzione di una parte di binari e di un gruppo di scambi di uscita dello scalo merci nella zona del porto, a causa dell’usura dovuta al tempo e al numero elevato di ore nelle quali il plastico è in funzione. Si tratta di un intervento lungo e complesso che prevede la rimozione della linea aerea, il taglio di intere parti del plastico e, dopo aver effettuato la sostituzione dei binari, il ripristino dei circuiti elettrici e del paesaggio in cui i binari sono inseriti. Non solo: sarà necessario anche inserire un nuovo piano di sughero tra il legno e i binari, necessario per ammorbidire e attutire il rumore dei treni al passaggio. Rimettendo i binari, verrà rifatto anche una parte del tracciato, modificandolo per renderlo meno problematico ed evitare deragliamenti, aggiungendo 2 scambi in più, così che diventeranno 149 totali.

Una volta tolti i teli, procederemo poi con la pulizia del paesaggio grazie al trabattello, utilizzando pennellini e piccoli aspirapolvere, togliendo così la polvere da ogni centimetro del plastico. Un lavoro lungo, nonostante le attività di pulizia che facciamo comunque ogni settimana durante il nostro giorno di chiusura. Finite le pulizie, l’ultima cosa da fare è riportare tutti i treni sul plastico e fare i dovuti controlli perché tutto funzioni senza intoppi.
Grazie a queste tre settimane di interventi, ogni dettaglio torna al suo posto, ogni ingranaggio viene regolato con precisione, ogni binario è pronto per ripartire.
Quando riapriamo le porte del museo, il nostro mondo in miniatura è di nuovo pronto ad accogliere i visitatori: adulti, bambini, appassionati o semplici curiosi. E ogni volta, come se fosse la prima, tutto si rimette in moto.
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